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  >  Viaggi   >  Stati Uniti   >  Rientro a Vegas e la valigia ritrovata

Il risveglio è tranquillo e la zona con l’alba decisamente molto carino.

Molti veicoli nella zona hanno avuto la nostra idea, non siamo isolati ma la vastità della zona ti fa sentire isolato e nel nulla.

Ci avviamo verso la grande metropoli del Nevada accarezzando l’idea di recuperare la mia borsa colma di pezzi di ricambio e qualche indumento.

La classica colazione all’autogrill, ci regala sempre un sacco di incontri con gente locale e non… non passiamo mai inosservati! Tra che guidi un land, sembra un mezzo mitico…, e che sei italiano, qualcuno per attaccar bottone lo trovi sempre.

Separiamo il gruppo per ottimizzare i tempi: io, Nenè e Mauro in aeroporto, Monica, Enrico e Antonella verso un Walmart per fare un po’ di spesa.

La missione recupero bagaglio è velocissima, incredibile ma vero, recupero tutto! Scoprirò poi, che in un controllo a Francoforte un ballast di ricarica aveva bloccato l’imbarco. Lo so, so benissimo che non possono viaggiare le batterie al litio, ma non avevo altra possibilità. Resta a me sconosciuto perché ha potuto volare fino a Francoforte ma non oltre… normative diverse? Mah.

Direzione la diga di Hoover, quella dei Transformers, per intenderci! Grandissima opera di ingegneria e tecnologia, imbriglia la potenza delle acque del Colorado per rifornire di energia e irrigazione gli stati adiacenti.

Controlli di sicurezza ai mezzi e anche alle persone in entrata e una bella ed interessante visita nel cuore della diga che sprigiona migliaia di megawatt di corrente, capace di soddisfare un milione di utenze.

Riprendiamo la strada per avventurarci verso il parco del gran canyon, abbiamo fatto un po’ tardi per la nostra consueta insalata di mezzogiorno… si punta quindi ad un veloce hot dog in una stazione di sevizio. Guidando nello Joshua National Park, apprezziamo i colori di temporali nella zona, arriviamo ad un ameno ed isolato rv park dove dobbiamo rompere un po’ le scatole per trovare una collocazione.

La temperatura è decisamente gradevole, siamo ad un migliaio di metri di quota, tutti i componenti del team si adoperano per risolvere i vari problemi meccanici e non del caso.

Io che ho ricevuto i pezzi di ricambio faccio una serie di sostituzioni e messe a punto, resta questo fastidioso problema all’avviamento che dovrò risolvere… step by step vedremo.

Nel frattempo, Mauro ed Enrico sostituiscono il copertone posteriore dell’African, la moto di Mauro, dovendo però utilizzare delle camere vecchie e rappezzate.

Cuciniamo un ottimo aglio e olio e prolunghiamo la serata, c’è solo da stare attenti ad un serpente velenoso che si aggira per i deserti… così ci avvisa il gestore del camp… lui ne ha visti solo 5 in tutto da sempre… però meglio viaggiare con la frontale e guardare dove si mettono i piedi.

Finite un po’ di piccole finezze, vado a farmi la doccia. Va a quarter, mi dilungo, mi godo l’acqua bella calda, mi insapono più volte la testa, e resto senza acqua! Mannaggia, che pirla!

Torno a letto e vado in tenda.

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