San Jose’, la capitale.

Passa la notte e alle sei siamo gia’ in strada, il nostro volo da Bogota’ parte domenica e se riuscissimo a fare tutto oggi saremmo ancora in bolla per prenderlo.

Trecento km, sei ore, non scappi!

Le strade sono veloci e il territorio diviene ben piu’ foresta e meno arido della zona a sud.

Sulla strada si cominciano a vedere le prime scimmie investite dalle automobili, sugli alberi pappagalli variopinti.

La Strada #1 risale la costa in modo quasi parallelo, ogni tanto qualche scorcio di oceano contrasta con il verde rigoglioso della vegetazione. A primo impatto direi che e’ proprio bello il Costarica.

Troviamo una stradina che conduce ad un piccolo parco naturale dove portano la gente per l’avvistamento dei cetacei… noi possiamo solo permetterci una colazione e risaltare in macchina per raggiungere Wallace.

Grazie alle carte di osmand arrivamo perfettamente sulle coordinate che ci aveva inviato, lui e’ un ragazzo barbuto dall’aspetto gentile e cordiale. Il posto direi che non e’ altrettanto… Fa il meccanico in proprio e ha un sacco di mezzi motorizzati sparsi in uno stretto spazio.

Cerchiamo di spiegargli la nostra necessità , io in realta’ lo avevo gia’ informato prima…, ma evidentemente non aveva capito i nostri problemi.

Dopo diversi rigiri si capisce che nemmeno lui puo’ aiutarci… chiedo aiuto ad un amico svizzero che viaggia un po’ avanti a noi.

È la africanadventur di Athos.

Sta accompagnado una decina di macchine verso l’alaska… Mi da un contatto e proviamo anche questa via.

Nel frattempo ci avviciniamo verso l’aeroporto dove ci dovrebbero essere questi “Almacen fiscal”.

Sono dei depositi doganali che possono far sospendere il permesso dei tre mesi e rittivarlo al ritorno.

Non che noi non ne fossimo a conoscenza… il problema e’ che tutti ci hanno detto che una volta lasciato il mezzo, spaccano e rubano qualsiasi cosa… targhe comprese!

Niko, un italiano che si occupa di import e export, vive a Liberia e ci dice che un deposito di fiducia nella sua zona ce’! Ci da anche il nome di un’altro nella capitale.

Siamo a venerdi’ tutto sta chiudendo e figuriamoci le dogane.

Realizziamo che ormai il volo e’ andato e si decide di restare qua’ per preparare i mezzi e andare lunedi’ nel deposito per verificare la sicurezza ed eventulmente procedere con le carte.

In queste fasi del viaggio la tensione sale molto, bisogna essere lucidi e non farsi prendere la mano dallo sconforto e dalla fretta. Sono situazioni molto complicate e che nessuno riesce a chiarirti a priori…

Parlo di ambasciate e consolati, non di gruppi su FB!

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