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  >  Alfio Lavazza   >  Verso lo Yukon

Nonostante la pioggia, passiamo una bella nottata.
Anzi a dir la verità, il rumore delle gocce sulla tenda è stato addirittura piacevole.

Il grosso temporale è quasi del tutto dissolto, la mattina volo col drone, finalmente siamo fuori dai parchi…, do’ un’occhiata in giro.
Partiamo dopo una veloce colazione, dobbiamo macinare piu’ km possibili.
Ci sono piu’ di 1300km per Whitehorse.

Sicuramente dobbiamo spezzare la tratta, la vita da cammionista la faremo in altri momenti… dobbiamo trovare un posto per riparare il serbatoio della honda di mauro.

Non tanto per il carburante che si perde, non tanto per questione di sicurezza, ma è veramente fastidioso viaggiare con qualcosa fuoriposto. La prospettiva futura, di viaggiare sullo sterrato della Dalton, obbliga ad essere almeno in bolla alla partenza.

Non abbiamo bisogno di workshop o roba del genere… solo avere un posto tranquillo dove poter lavorare, ovviamente in autonomia.
Scattano sul takimetro i 270000 km della Fenice!
Il paesaggio è abbastanza monotono, colline di pinete bruciate con dei fiori viola che vanno a tapezzare il sottosuolo creando una cromia veramente bella.
La strada è velocissima, riusciamo a tenere quasi i cento di media.

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Camion a non finire e qualche lavoro sono le uniche divagazioni possibili.


A volte la visibilità cala decisamente dovuta al fumo degli imponenti incendi che stanno deturpando il Canada… noi non li abbiamo ancora visti ma ne vediamo gli effetti.
In una sosta intermedia si riesce a mangiare una “passabile” pizza e fare rfornimento prima di rimettersi in rotta nord ovest.
Più ci si avvicina allo Yukon e piu’ il territorio ritorna montagnoso, la strada si infila in gole accompagnate dai classici “creek”.
Ormai siamo a Mucho lake, un camp molto basico ma carino fa al caso nostro e possiamo piazzare il campo prorpio in riva al lago.
Ci organizziamo per eseguire una laminazione , spero definitiva, del serbatoio.

Sono anni che si rappezza e qualcosa sfugge sempre… abbiamo tutto il materiale compreso flessibili ed abrasivi… Mi manca dello stucco di fibra che riesco a “costruire” stemperando fibra di vetro nella resina poliestere, soluzione mai provata ma garantisco essere risolutiva!
Finite le operazione di laminazione tutti a tavola per un’ottima carbonara fatta dalla sempre impeccabile nene’.
Sul lago tira un bel venticello, si vedono degli scrosci d’acqua ma non credo questa notte piovera’.
Mucho lake 23/7

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