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  >  Alfio Lavazza   >  750 km, anzi dieci ore!


In queste settimane di guida in Canada stiamo pian pianino entrando nel mud degli abitanti di questo immenso stato.

In effetti abbiamo capito che non serve fare ragionamenti in km… si guida a ore.

Quello che arriva arriva!
Le distanze sono comunque importanti e richiedono solo delle gran ore al volante.
Il territorio è piacevole dal punto di vista paesaggistico, la temperatura buona e la strada scorre.

Quando stai cosi tanto tempo alla guida alla fine non ti pesa piu’ di tanto, gli stimoli esterni aiutano. Il problema forse cè dopo la pausa pranzo e il caldo che non aiuta a stare svegli.
Subito di prima mattina un orso ci attraversa la strada correndo abbastanza impaurito dal nostro passaggio, è un bruno probabilmente giovane.
Passano un centinaio di km e un consistente branco di bufali costeggia la carreggiata noncurante dei grossi camion che impegnano la via.


Oggi dobbiamo raggiungere Whitehorse per recuperare un po’ di tempo dedicato ai parchi dell’Alberta.
Entriamo ed usciamo un pò di volte dallo Yukon. La strada corre prorpio lungo il confine, come dicevo il paesaggio è discretamente piacevole, la strada veloce, arriviamo verso le sette di sera nella cittadina di White horse.

Siamo nella terra di paperon di paperoni! il Klondike!

Questo territorio è stato meta della famosa corsa all’oro. Il fiume Klondike ha riversato nei grandi macchinari di scavo delle compagnie tonnellate di oro, i paesi si sviluppavano tutt’intorno e richiamavano migliaia di persone in cerca di fortuna. Banche, hotel, saloon si costruivano per dare seguito alla vita che si stava creando.

Il fume ha fatto da grande via di comunicazione e i battelli servivano da mezzo di trasporto. finita la febbre la potenza dell’acqua è stata utilizzata, costruendo una grossa diga, per produrre energia.

Il fiume klondike arriva dall’oceano portandosi milioni di salmoni che lo risalgono per l’ultima “nuotata”. Per ovviare al problema creato dalla centrale che inibiva la risalita dei pesci al lago, si è creata una scala che gli permette di saltare le turbine e poter andare a deporre le uova in santa pace.

E’ rimasta una traccia di tutto cio’… cerchiamo un campeggio, cè ed è enorme. Una sorta di ritrovo di tutti i viaggiatori che transitano verso l’Alaska. Incontriamo qualche svizzero, tedesco e ovviamente un sacco di americani.

Poi il ristorante… dopo varie ricerche abbiamo solo una soluzione di una cosa mista creola e argentina! Insomma una cosa che va bene giusto per stare in compagnia!
Rientriamo al capeggio e mettiamo le coperture, le previsioni danno della pioggia verso le sei di mattina, meglio non rischiare di bagnare la tenda.
Tento di fare un paio di riprese col drone, purtroppo sono in uno spazio controllato… cè l’aeroporto e idroscalo, insomma si sta a terra!


white horse 24/7

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