Vamos par il bus

Ci alziamo presto, verso le sette, rifacciano in taxi per la quarta volta la strada per Calmata.
Il terminal dei bus è abbastanza fuori centro e non ci sono problemi di traffico.

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Luca resta a san Pedro,  Miguel ha detto che se ne occuperà lui, c’è da dire che, se un due/tre persone hanno creato qualche disagio al viaggio, abbiamo trovato a decine persone che vogliono solo renderci la vita facile.
Miguel mi ha praticamente fatto tutto, prestato soldi cileni per non mandarmi a cambiare, preso cura di Luca per questa assenza,prestato un cellulare con scheda cilena!
Al terminal, prendiamo del bere e un paio di panini, da qui a Santiago ci sono 1700km, di solito li coprono in 22h.
Già in Argentina avevo visto i bus sfrecciare da nord a sud del territorio e mi dicevano un gran comodo.
Effettivamente i sedili, anche nella tariffa economica, sono spaziosi come una poltrona e totalmente reclinabili.

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Usciamo dalla città e cominciamo la discesa verso la capitale, gli autisti,sono due e si alternano su turni di cinque ore.
In corrispondenza delle città alcuni scendono e altri salgono velocemente senza troppi intoppi. Nel primo pomeriggio cominciamo a soffrire un po di caldo, evidentemente il clima è andato…
I nostri compagni di viaggio sono più o meno tutti minatori, alla prima occasione mettono mano al compressore per riattivare l’aria condizionata.

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Ci vorranno un paio di fermate prima di trovare il legno del giusto spessore per tensionare la cinghia… Ma ora siamo belli freschi!

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Nenè con sullo sfondo il turbus

Ad un migliaio di km da Santiago, ripasso per Caldera, cittadina sulla costa che avevamo passato lo scorso viaggio. Scambio quattro chiacchiere con uno dei driver, si fa gasolio e via:  97km/h di tachimetro fino alla prossima sosta.
La notte passa benissimo,le poltrone spaziose facilitano una gran dormita.
Verso le otto entriamo in tangenziale della capitale.

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