Tijuana, la dogana più trafficata del mondo!

Lasciamo il nostro super hotel con una vista sull’oceano invidiabile.
Durante la serata abbiamo valutato che andremo diretti a Tijuiana, una delle dogane più complicate al mondo.
Nella prima programmazione del viaggio l’avevamo un po’ esclusa a priori per motivi di sicurezza… il tasso di omicidi è elevatissimo, un paio di giorni fa c’è stato un conflitto a fuoco con un aeromobile atterrato in strada che trasportava droga…Poi, come molto spesso succede, le valutazioni si fanno sul campo.
Scopriamo che all’hotel ci possono fare un pass per una fast lane per passare in dogana…
Perché no?
Pochissimi i km al confine: fa freddo, il mare e la corrente oceanica modificano il clima.
Arriviamo alla città di confine con un atteggiamento guardingo e di difesa. Andiamo dove il famoso muro finisce nel mare… in Europa dopo anni di comunicazione i media hanno comunque influito sulla valutazione della situazione generale.Non posso negare di essermi fermato a riflettere visto che anche noi in Italia viviamo situazioni del genere.
Ogni cinque minuti una formazione di tre elicotteri apaches sorvolano il confine in modo inequivocabile…
L’emozione, non lo nego e’ forte… siamo al confine con gli USA! La Fenice l’ho guidata per migliaia di km per arrivare si qua.
È questo non è banale.
Lasciamo il faro e seguiamo le indicazioni della piantina fornitaci dalla receptionist dell’hotel.
Nel marasma di una dogana simile, non mi prendo la responsabilità di infilarmi in una “medical only”… ma quella era!
Quindi il ritorno ci costa un po’ di discussione con dei faccendieri e devo mollare 20$ per retrocedere e saltare la coda.
Senza accorgerci siamo in fila preferenziale e davanti al casello che ha issato la bandiera americana!
Ci rendiamo conto che il Messico è andato… purtroppo dovevamo recuperare la cauzione di importazione dei mezzi lasciata ai messicani… non sarà più possibile.
Al primo ceck capiscono che non abbiamo i visti e dobbiamo avere assistenza per ottenere il visto I94W.
Tutto funziona in modo cordiale e standard: scan della macchine con personale a bordo, controlli fitosanitari.In queste tre ore assistiamo ad alcune scene interessanti di arresti , scansioni profonde con body scanner, inseguimenti ecc.!
Mai visto prima d’ora le manette pronte alle panchine per mettere in sicurezza persone irrequiete…
Una lunga ed interminabile fila ci fa impallidire… fortunatamente il nostro ufficiale accompagnatore ci baipassa e rapidamente torniamo ai mezzi dopo aver ottenuto i visti per tre mesi!
L’esta per entrare via terra non serve… si può fare un B2 ma non avevamo tempo/voglia di farlo in Italia.
Tutti sono molto collaborativi e cordiali. Siamo sicuramente delle mosche bianche… addirittura un funzionario vuole il sito web per seguire il viaggio.
Entriamo a San Diego, il grosso problema è che non abbiamo l’assicurazione… sembra banale ma vi assicuro che è una cosa assurda assicurare la land qua!
Poi alla fine con un po’ di mestiere e culo,  troviamo sulla strada un buco che si offre di fare una rc base!
L’unico problema sembra la moto di Mauro: per lui non si riesce a fare… troppo vecchia.
Troviamo un RV stratosferico e capiamo che lo stnd nel futuro sarà questo… ovviamente anche i costi lievitano: 55$ a notte per Fenice ed occupanti.
Camp site con bracieri e cucine attrezzate, elicotteri con termocamera sopra la testa e viavai di mezzi importanti.
Sembrava utopia ma al momento siamo negli States!

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