Somaliland, la terra che non esiste!

Sono alcuni mesi che io e Roberto prepariamo questo viaggio. Un viaggio di perse’ abbastanza delicato, complicato e pieno di incognite.

Non basta… le regole sul covid non ci permettono di espatriare al momento della preparazione del viaggio… Inventiamo, quindi, dei movimenti un po’ alternativi per poter uscire d’all’Italia.

Pero’ sono qui a scrivervi, dopo una trentina di ore di viaggio, dalla Somalia, nello specifico da Hargheisa. La Somalia, paese martoriato da guerre civili, incredibili carestie e povertà che non ha rivali! Pessimo primato.

Questo non basta gia’… perché nella stessa Somalia, quella terra d’africa che è riconoscibile dalla sua forma di  “corno”, c’è una porzione di terra, il Somaliland, che ha governo, moneta, sistema finanziario ed un piccolo esercito, ma non è riconosciuta da nessun membro internazionale sul globo!

La cosa che gia’ ci viene strano è arrivare all’aeroporto, pagare un visto e vederselo stampare sul passaporto! Ma come, ma se non esiste!. Ci hanno richiesto pure il covid test e l’invito da parte di una agenzia…

Beh, il Somaliland è l’unica parte di terra somala che riesce a mantenere una parvenza di controllo a livello di sicurezza. Ci spiegano che tutta la popolazione fa’ parte di un solo enclave e alla fine sitrovano sempre d’accordo… solo che rappresentno una parte della Somalia!

Tutte le altre regioni sono prese a cazzotti da Al Shabab, Al quaeda e dall’isis. Ovviamente qua discutono a suon di attentati, da quando abbiamo organizzato il viaggio circa uno ogni dieci giorni.

Abbiamo dovuto fare tutto nella piu’ stretta riservatezza, solo qualche amico intimo e le mogli sapevano dove ci saremmo recati… oltre al rischio attentati, c’è una remota possibilità di essere venduti come merce di scambio. Di solito un escamotage per venirne fuori è avere con se qualche migliaio di dollari in piccola taglia, pronti ad essere elargiti in caso di bisogno… Non è una garanzia, ma un piano B.

Fatti questi preamboli, siamo qua, siamo atterrati con un bel caldo provenienti da Addis Ababa via Vienna! Nel corso delle settimane l’agenzia che ci ha organizzato tutta la logistica, per chi fosse interessato saro’ ben felice di fornire tutti i dettagli e che è specializzata in zone di guerra, ci ha cambiato gli itinerari e gli hotel in funzione delle informazioni che arrivavano da fixer sul posto.

Oggi la nostra guida era ad attenderci all’aeroporto dove, espletate le formalita’, abbiamo anche scoperto che sul volo con noi volava la salma di un militare che è stato fatto onore dei saluti proprio sul piazzale dopo il nostro sbarco. Ovviamente l’aeroporto di Hargheisa è il classico africano…gli aerei’ li, sono parcheggi come una punto!

Fa caldo, parecchio, siamo sui trenta gradi. Si decide di andare subito in esplorazione in questa città che ormai conta quasi un milione e mezzo di abitanti.

Di strade asfaltate ce ne sono proprio poche e questo aumenta la polvere, il che ci porta finalmente all’Africa che sia io che Roby abbiamo vissuto negli anni novanta.

Cambiamo dei dollari con fantomatici scellini e giriamo per le vie della citta’.

La gente è apparentemente cordiale, non si arrabbia se chiedi di scattare qualche foto, la guida è socievole, insomma questo Somaliland è veramente un posto strano ma simpatico!

Siamo quasi all’equatore e fara’ buio presto:verso e sei e trenta… andiamo quindi a mangiare qualcosa, pollo e riso… in un giardino vicino alla moschea. La nostra guida ne approfitta per fare un salo alla moschea.

Vi avevo detto che ha una moneta sua, lo scellino. Complice un’inflazione pazzesca, coi dollari ricevi una quantità di carta imbarazzante e ingombrante! Pero’si sono anche inventati un sistema di pagamento tramite SMS!

Ogni esercente ha un codice e il compratore invia un messaggio con la cifra che viene accreditato da un conto legato al telefono, numero, dell’acquirente. Semplice e geniale! No commissioni e balle varie. Praticamente paghi in nero ma ufficialmente, non credo ci sia una ritenuta alla fonte, pensate che ho visto elemosinare mostrando il cartello col numero per la transazione…! Ma non solo, le capre per la strada mostrano, disegnate sul vello, il numero per pagare l’acquisto.

Rientriamo col buio nell’hotel DAMAL, è in centro. La via brulica di gente piu’ o meno giovane. Valutiamo che si possa fare un giro per fare due foto stando in sicurezza… In effetti tutto va per il meglio e ci prendiamo anche un cafferino in un baretto sulla via principale.

Domani cominceremo a guidare per arrivare alla costa del golfo di Aden, la direzione è verso Berbera, importante cittadina sulla costa.

Ah, lo sapevate che la somalia ha piu’ di 3000 km di costa e barriera corallina incontaminata? Ecco non è un postaccio sotto questo punto di vista.

Si rientra all’hotel. I piu’ sicuri sono posizionati in modo da non facilitare l’accesso frontale con autoveicoli… la reception è al terzo piano, le camere cominciano al quarto. Il wifi funziona, l’acqua esce…

Hargheisa, Somaliland.

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