Si ritorna sulla costa: Samara, final destination

Ci si sveglia nel piccolissimo camp che abbiamo recuperato ieri sera. Soliti canti mattinieri dei galli.

Il posticino e’ carino e tutto sommato pulito.

Abbiamo un problema: ci troviamo addosso delle zecche!!!

Per il momento piccolissime… pero’ non e’ un bel segno.

Siamo un po’ calmi questa mattina e partima a rilento verso le nove, tra interruzioni e traffico non ci schiodiamo del lago Arenal!

Tra l’altro il clima resta comunque schifoso tendente alla pioggia..

Decidiamo di prendere una stradina alternativa che si traduce in sterrato tirato a biliardo! Non male.

Arriviamo in un piccolo villaggio di montagna dove la temperatura e’ salita considerevolmente e raggiunge i trenta gradi…

In un piccolo baracchino recuperiamo del pollo arrosto giusto per spezzare il viaggio, ci si ferma lato strada e si riposa un attimo prima di scendere le alte colline che ci porteranno al bordo Oceano.

Lo intravediamo di tanto in tanto, Il clima cambia e cominciamo a schiattare dal caldo.

Tutta la costa della penisola nord e’ frequentata da un sacco di ragazzi, molti sono locali, alcuni turisti… il nostro viaggio e’ cambiato moltissimo dai tempi della Patagonia, il freddo e il vento ci obbligava a cercare rifugio nelle fattorie e nei casolari dismessi.

Ora cerchiamo la spiaggia che meglio ci aggrada per berci una birra sudati ed accaldati dal viaggio.

Un giorno dovro’ mettere insieme qualche dato per capire quali e quante differenti condizioni climatiche abbiamo dovuto affrontare.

Questo tratto di viaggio si presenta sicuramente molto piu’ easy e vacanziero, forse meno avventuroso… a gia’ a breve entreremo in Nicaragua, dove forse dovro’ ritrattare queste mie affermazioni!

La mia postazione di lavoro…

Bene vi saluto e me ne vado a fare un bagnetto, poi pasta alla matriciana e grande dormita.

Se vedemo!

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