Le linee di Nazca e il luna park di wacachina

Durante la notte sento della pioggia, ma solo sulla tenda di Mauro: è partito l’impianto d’irrigazione hi.hi.!
Siamo a  quota mare e il caldo si fa sentite già alle mattina presto, mettiamo ordine e ci infiliamo sulla panamericana che ci porterà a Ica.
Facciamo un poco di spesa, e ci fermiamo a vedere da una torre una delle figure disegnate nel terreno.
Le linee sono più impressionanti, per decine di km non deviano di un grado…
Arriviamo presto ad Ica, cittadina dove cominciano ad intravedersi cantine e vigneti.
A pochi minuti ci sono le famose dune di Wacachina, attirati dalla sabbia decidiamo di visitarle:purtroppo, come al solito, restiamo un po delusi nel vedere dune approntate per un saliscendi in dunebuggy.
Mangiamo una ottima insalata di pomodori, e ci avventuriamo in una improbabile camminata sotto un sole fortissimo, siamo ormai ai 14° sud…
La sabbia rovente toglie la pelle dai piedi, le ciabattine non sono state la miglior calzatura…
Pressati dalla gioventù, ci facciamo convincere nel noleggiare un dune buggy e andiamo allo sbaraglio in mano ad un driver pronto a farci sbattere il muso ne sa buone rovente.

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Detto ciò ci siamo divertiti un casino, Nenè un po meno…
Io mi sono gustato qualche discesa con la tavola da snowboard, esperienza che avevo già vissuto nel ’93 sulle dune libiche di Aubari.
Lasciamo la sabbia in direzione del parco di Paracas, prendiamo una pista invece della strada, mai scelta fu così azzeccata: un territorio molto bello, desertico e come sempre affascinante.
Arriviamo al mare dove aquile e condor sono in cerca del loro pranzo. Bello bello.
Riusciamo a fare campo in uno spiazzo sulla agognata sabbia.

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Una bella cena con temperatura gradevole. Purtroppo è aumentata l’umidità e siamo un po appiccicaticci.
Paracas camp

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