Isola del Pescado-Potosi

La notte è trascorsa nell’assoluto silenzio nella distesa del salar di Uyuni.
La temperatura,sebbene fossimo a 3600mt, è stata ottima non è scesa sotto ai 9°.
Diamo una veloce sistemazione alle cose sparse e prendiamo la direzione di Colchiani,  questa mattina il salar è decisamente fotogenico e piacevole, qualche scatto glielo ho dedicato.
Faccio guidare Luca, così per oltre cento km mi investo  da tutor cercando di dargli dei sani consigli per guidare la Fenice.
Usciamo dalla salina molto presto, tra l’altro qui in Bolivia abbiamo guadagnato un’altra ora di fuso, -5. Arrivati In città devo assolutamente togliere la cresta di sale da sotto la macchina e fare una bella pulizia interna.
Con circa 15$ la Fenice torna bella Linda e possiamo prendere la direzione per il cimitero dei treni che dicono sia interessante.

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Passiamo per il centro paese, dove tra mercato e traffico, poco ci manca che resto incentrato alla vigilia di Natale.
Riusciamo a comprare qualche banana e dei meloni che consumiamo durante i duecento km che ci separano dalla città di Potosi.
La strada è perfettamente asfaltata, poi un rumore di grippaggio nelle trasmissioni mi gela il sangue. Mi fermo, so che perdevo olio dal differenziale posteriore, avevo anche sostituito la guarnizione poco fa…
Effettivamente olio non c’è ne più, rifaccio il livello e riparto: un rumore veramente pazzesco mi lascia molto preoccupato.
Mentre guido con delicatezza, apro il PDF del manuale del land e cerco di capire quanto grave è il problema.
Sicuramente i cuscinetti dell’albero di trasmissione si sono surriscaldati e poi si sono segnate le sedi divenendo molto rumorosi.
Non ho grandi alternative, continuerò così… Se dovessero disfarsi completamente smontero’ l’albero di trasmissione e semiasse e la Fenice la faccio due ruote motrici!
L’arrivo alla città di Potosi è quasi traumatico:siamo sui 4000 sul finire di un temporale violento… I mie amici mi hanno dato l’Hotel dove sono piazzati e stiamo cercando la via.

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La città mineraria è posta sopra una montagna e le strade del centro si affrontano tranquillamente con la prima ridotta, cosa mai vista.
Ci sono circa quindicimila minatori nelle viscere di questa terra, un tempo sfruttata a lungo dagli spagnoli:  circa trecento anni.
Incontriamo i nostri viaggiatori e decidiamo il da farsi, è pur sempre la vigliglia di Natale.
Compro dei pezzi per il land, olio più denso e della pasta per guarnizioni, con Enrico prenotiamo il ristorante e andiamo al mercato che è molto attivo ed interessante.

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Buon Natale a tutti da Potosi

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One thought on “Isola del Pescado-Potosi

  • Paola
    25 Dicembre 2015, 3:12

    Buon Natale Alfio,
    Che bello seguirti in questa avventura
    Mi fai sognare da Potosi in poi l’ho fatta anch’io tanti anni chissa quanto è cambiato, ti seguirò cercando di rivivere quel bel viaggio Bolivia Perù .
    Buona continuazione e buon Natale a te Nene Luca e tutti gli altri

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