Guidando verso la costa caraibica

Questa mattina il risveglio è stato accompagnato dalle decine di tir e galli strillanti Per l’onor del vero i tir hanno viaggiato l’intera nottata. Non avevamo grandi scelte, pensare fi allontanarsi nella forests sarebbe stato troppo irresponsabile. Ci vengono a salutate i propietati della finca con tanto di foto di rito… sono stati un gran gentile. Fortunatamente la strada parte bella dritta e veloce. È moltissimo che non si viaggiava in piano e dritti! Passiamo paesi e agglonerati con qua e là dei canestri di benzina e gasolio. Io non mi fido di fare gasolio fai fusti… vengono trasportati via mare facendoli rotolare nell’acqua… Un paese più gtande dei visitati, ci si ferma per provviste e acqua, la temperatura è già nella elevata, raggiungiamo nel primo pomeriggio i 35 gradi. Nella pausa pranzo cerchiamo un posto per lo spuntino… gli avvisi di state “in campana” ci fanno essere molto suscettibili agli sguarfi della gente che incontriamo… probabilmente anche a torto. Alla fine troviamo un palmeto enorme e tra ananas e insalata ci rikassiamo con un cakdo abbastanza opprimente. Riprendiamo la nostra corsa, si fa per dire, verso la Guajra. Siamo abbastanza in orario, stranamente, e con calma cerchiamo a Fonseca un hotel con parcheggio. Ad ogni ceck poit, i militari qua li trovi ogni entrata città, chiedo come siamo messi a sicurezza: per loro, e anche a mio avviso, tutto tranquillo. Certo viaggiare a dieci km dal confine venezuelano dove non tirano insieme un piatto di riso, non è un aspetto da sottovalutare. Vi racconto un aneddoto: vedo Enrico ritornate contromano e chiedo cosa stesse accadendo: guarda ce della gente che ha bloccato la strada con una corda e uno in mutande che si agita… Procedo lentamente e con attenzione vapisco che sono ragazzi che fanno li show per raccogliere qualche pesos! Questo per dire come stiamo prendendo sul serio la situazione. Abbiamo da fare delle piccole riparazioni ai mezzi e ne approfittiamo essendo belli in anticipo. Cambio l’olio del differenziale si rioara la radio di Mauro che fino ad ora poteva solo ascoltare. La cittadina di Fonseca è forse l’ultima della zona con un minimo di vegetazione, credo che da domani si cominceranmo a vedere le prime distese aride. Devo dire che segnali di rischio noi non riusciamo a vederli, anduamo a mangiare tranquillamente in una rosticceria e pou in una discoteca che pare sia in voga… Detto ciò facciamo in modo di essere il più invisibili possibile… anche se ci guardano come dei marziani atterrati sulla terra. Rientriamo e ci ritiriamo nella nostra stanzetta da 10 euro a camera, aria condizionata e wifi… La Fenice on the road.

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