Dal confine colombiano a Pitalito

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Lasciamo molto presto il piccolo hotel con una colazione basilare…

Tutte le informazioni che abbiamo raccolto, sono di ventidue ore per coprire i circa 900 km e quindi almeno un paio di giorni.

La meteo è brutta e piovosa con un freddo fastidioso, è solo la quota perché siamo all’equatore. L’asfalto non è malaccio ma è una curva dietro l’altra e un rallentatore dopo l’altro…

In circa tre ore facciamo forse 130km! Dobbiamo cambiare i dollari e appena ci infiliamo nella prima cittadina di rilievo, Pasto, ci imbattiamo nella festa popolare più grande e attesa dell’anno: festa del bianco e negro. Lanci senza ritegno di farina,schiuma.  Tagliamo per la tangente riuscendo a cambiare un po’di dollari.


Riprendiamo l’asfalto sino al prossimo blocco dove decidiamo di mangiare un panino  con l’ultimo salame importato! All’uscita del paese con nostro stupore ci immettiamo su una pista in salita di pietraia dura, pensiamo qualche km… E invece realizziamo che saranno più di ottanta km! Siamo avvolti dalla vegetazione tipica della foresta tropicale, cascate di rara bellezza di riversano lungo i precipizi. Tutta la pista è monocarreggiata, Ho visto con incredulità passare camion da una decina di metri… Siamo affascinati e nel contempo preoccupati dalle frane di terra che si incontrano, passano oltre tre autombulanze ed un numero imprecisato di motorini!

È veramente molto pericolosa e il fondo spacca tutto. Continuiamo a ripeterci come sia possibile che questa sia la più veloce pista per raggiungere Bogotà. Usciamo dalla pista con le ossa rotte… Io ho un forte gioco alla scatola di sterzo, e dulcis in fundo un blocco totale del paese che  troviamo sulla via,  raffredda le nostre ambizioni di arrivare a Pitalito ad un orario decente. Arriva il buio e la moto di Mauro si deve fermare per la rottura del cuscinetto della ruota posteriore. Io con lo sterzo che oramai ha un gioco di circa 45°, raggiungo il paese organizzando la logistica mentre  gli altri sostituiscono il cuscinetto.

Su tutta la via molti posti di controllo militare  sono contenti di verderci e ci salutano sempre, sono immersi nella vegetazione con autoblindo armati.

Il governo ha da poco concluso un accordo con i guerriglieri delle FARC . Ma un referendum popolare ha bocciato alla grande la decisione governativa. In pratica  guerriglieri dovrebbero prendere un salario pari al doppio del minimo sociale… E a tutti non è andato giù.

L’albergo  è in centro e con piscina, arriva anche il resto dei viaggiatori, io controllo il mio sterzo e scopro che una delle teste a snodo del piantone sgranata. Con una rotazione del pezzo riesco   riportare tutto in bolla, andiamo tutti a cenare in un simpatico locale, in tutto oggi siamo riusciti a malapena a fare 350 km!

One thought on “Dal confine colombiano a Pitalito

  • Manu
    9 gennaio 2017, 20:30

    Che tragitto complicato!!! Ma la Fenice è sempre sul pezzo

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