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  >  Viaggi   >  Sud America   >  Equador   >  La “mida dul Mundo” e la dogana per entrare in Colombia.

Lasciamo il nostro hostal molto presto, non ci sono molti km per il confine…uscire da una città come Quito potrebbe sempre rivelarsi un’incognita… Ci sono un paio di posti carini da visitare.

Primo su tutti è il paese de la mida du Mundo. Praticamente uno degli innumerevoli posti dove l’equatore taglia in due l’emisfero terrestre.

Qualche anno fa lo avevo attraversato, con la Fenice in Kenia viaggiando verso sud, ora all’opposto, viaggiando verso nord sono molto orgoglioso di quest’evento che non mi sembra proprio banale. La Fenice fin ad ora ha percorso, nei due continenti, circa 45000 km. L’equivalente di un giro intorno alla terra…

Certo qua c’è di tutto e di più! Un grande monumento allo studioso che ha definito la linea dell’ equatore, ecc. Tutto sommato un bel simbolo da non tralasciare. 

Incontriamo diversi turisti provenienti dalla Colombia,  prendiamo le informazioni necessarie per la nostra ” ruta” verso il confine.

Sulla strada asfaltata di nuovo, una bella autostrada a due corsie,  la toyo di Enrico ha un problema all’impianto frenante… Sul momento siamo molto preoccupati in quanto si deve fermare con le ruote anteriori fumanti come ad un pit-stop di formula uno…

Mentre si risolvono i problemi, tra cui il riposizionamento di un tubo della turbina, io faccio un piatto di pasta all’ombra di un cartellone pubblicitario con il benestare di polizia e passanti oltremodo gentili.

Non sappiamo ancora cosa abbia generato il riscaldamento dei freni, forse un malfunzionamento dell’abs, fatto sta che riprendiamo verso Otavalo.

Piccola cittadina, Otavalo è famosa per gli innumerevoli mercati che si tengono nel suo interno, dai capi di bestiame alla vendita di tessuti.

La dogana è oramai vicina, ma la strada non aiuta come sempre… Si arriva col buio ma si decide di passarla subito.

L’indicazione sul Delorme è significativa 0.00.00!

Abbiamo avuto informazioni di poter dormire nel primo paese in Colombia con garanzia di sicurezza. Parrebbe che i primi km non siano proprio da farsi di notte per problemi di sicurezza…

La dogana ecuadoregna, se pur con file kilometriche, la balziamo in un’oretta buona… Purtroppo è quella colombiana che  è un inferno: era tanto che non ricordavo un putiferio del genere! 

La disorganizzazione più totale. Inutile dire che se è lo specchio di una nazione, siamo messi bene! L’immigrazione fa un casino dietro l’altro è la gente in coda non sembra più gestibile dagli uomini della sicurezza. Dopo circa un paio d’ore riusciamo a mettere il visto e preoccuparci dell’importazione della macchina.

Ovviamente anche qui ci fanno fare copie che non serviranno a nulla e attese al freddo dei quasi tremila metri.

Finalmente timbrato il carnet, cosa che piu’ ci premeva di tutto il resto,  riusciamo ad arrivare a Piales che si presenta di un grigiore e sporcizia imbarazzante… Riusciamo a trovare un piccolo albergo freddo e anonimo, non abbiamo cambiato soldi e c’è una festa dove si tirano farina e schiuma, un vero finimondo! Fortunatamente cè un parcheggio chiuso dove i nostri mezzi saranno al sicuro.

Piove a tratti… in un piccolo buco mangiamo delle gallette con chorizo e formaggio. È quasi mezzanotte, siamo in Colombia!

Comments:

  • Manu

    9 Gennaio 2017

    Benvenuti in Colombia! Altra dogana “colpita e affondata” …

    reply...
    • 8 Aprile 2017

      What I find so inienesttrg is you could never find this anywhere else.

      reply...

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