Un Clandestino in Cile

È un paio di giorni che non scrivo,perché ho avuto un po di problemini da risolvere.
Ieri, diciassette, giorno di arrivò della famiglia, le prime notizie sono state della cancellazione totale dei voli interni… Visto ciò noi ci siamo presi un po di margine e siamo partiti per Calama sicuri di non vedere nessun arrivò per la giornata.
Siamo alla ricerca di un gommista per sistemare le gomme di Enrico, trovato un appoggio, io vado all’aeroporto per capire di persona l’evoluzione dell’agitazione sindacale… Scopro che l’aereo sarà in orario!. Perfetto ma devo ricorrere gli altri due e devo lavare la fenice per fare bella figura.
Arrivano in perfetto orarioSico valigia della Nenè resta a Santiago…
Si decide quindi di entrare nella città per uno spuntino veloce: parcheggio la macchina in una via poco affollata e Tolgo il navigatore. La signora della hostaria ci dice che sarebbe meglio non lasciare nulla dentro, decido quindi di dare un’occhiata: finestrino rotto e rubato gli zaini dei nuovi arrivati, ma soprattutto la valigetta con tutti i documenti della fenice.
image

Si parte quindi con denuncia ecc. al commissariato, il problema più grave è che non ho più il passaporto, di solito lo indosso sempre ma evidentemente dopo la dogana al passa de Sico è rimasto nella valigetta dei documenti.
Partiamo per Chiu-Chiu piccolo paesino di minatori dove siamo accolti come ospiti.
Ci trovano una casa con letti e ci prepariamo per la levataccia di domani per la visita ai gaigher di El Tatio.
18/12
Sveglia alle 5.
Nenè non sta bene per il viaggio,fuso e il furto di ieri… Arriviamo giusto in tempo per vedere gli altissimi sbuffi dissolversi nell’aria rarefatta dei suoi 4300mt.
Ci facciamo un caffè e ci separiano, io torno a Calama per riparare il vetro e Nenè va direttamente a san Pedro per riprendersi.
A Calama contatto i carabineros per sapere se qualcuno ha riportato i documenti, ma nulla.
Il gestore del ristorante mi consegna i tesserini della febbre gialla, segno che un contatto c’è stato…
Ripropongono l’offerta per ottenere dalle bande malavitose i miei
documenti.
Vado con luca da un vetraio che pare abbastanza sveglio, fortunatamente i vetri del land sono tutti piani, quindi mi consiglia di andare in una sede più grossa per tagliarlo direttamente.
L’operazione è lunghetta ma ne esce un buon lavoro, facciamo gasolio e compriamo dei viveri, appena fuori città ci fermiamo e li divoriamo!
Arriviamo a san Pedro e attendiamo il ritorno di Enrico e banda, nel frattempo erano andati alle vicine terme.
Nenè sta meglio ed usciamo a mangiare in uno dei tipici locali.
Domani andiamo in gita accompagnati dalla guida di montagna e della sua fidanzata nell’Interland del salar di S.P.

One thought on “Un Clandestino in Cile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *