Miss you

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Caro amico, ho passato metà della mia vita inventando, costruendo ed escogitando sistemi con cui ci siamo divertiti insieme.

Ci siamo conosciuti perchè in zona ero uno dei pochi istruttori di parapendio ed evidentemente il destino aveva deciso così…

Hai volato tanto, sei diventato un eccellente pilota. Quando il parapendio cominciava ad annoiarti ti ho accompagnato per un volo prova a Calcinate… Io non ero ancora pronto per volare con i plasticoni (così li chiamavo…) e cosi’ con il Renatone, nostro altro grande amico, hai cominciato un percorso fantastico di apprendimento al volo a vela, fatto di voli, serate e pura goduria!

Poi i viaggi, in Africa ricordo ancora il nostro girovagare di notte con i cammelli sulle dune di Temet ai confini con il mitico deserto, eh gia’ ti avevo trascinato in una missione fantastica: penso siamo stati i primi a volare nel Tenere’ in parapendio… era il 1991.

Ci siamo ripetuti molto tempo dopo, credo nel 2006, stavolta in aliante poco piu’ a sud di Johannesburg in Sudafrica.

Ultimamente non finivi piu’ di ringraziarmi per averti fatto vivere le fatiche/gioie dello sci alpinismo e del freeride, si partiva con lo stau da sud, consapevoli che ad Andeermat avremmo trovato il sole!

Fortunatamente abbiamo avuto vicino delle persone sagge che ci mettevano dei freni seno’ avremmo combinato dei danni irreparabili…

La vita terrena ci ha divisi semplicemente perchè la malattia  l’hai avuta troppo presto in questo secolo, forse tra qualche anno l’avresti balzata come sempre hai fatto nella vita.

Poco piu’ di un anno fa ho legato alla croce della cima che ti piaceva tanto la maglia della nostra prima maratona, ultimamente ho notato dalle foto che girano sul web che il vento l’ha strappata cosi’ come la malattia ti ha portato via da tutti noi…

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Starti vicino in questo ultimo periodo della nostra vita è stato devastante e dolorosissimo, ci bastava uno sguardo per capirsi e tirare avanti consapevoli che altro tempo era trascorso… le statistiche parlano chiaro… e tu, non eri uno che si lasciava andare a voli pindarici…

Ovunque io mi giri ci sono tracce di te: nelle barche, nell’aliante, nella mia attivita’… c’è stato un periodo dove ogni tanto mi chiamavi sperando ci fosse qualche diavoleria nuova da inventare.

Quante passeggiate e salite lungo i ghiacciai alpini, quante stupidate che ci siamo detti e quanto “non parlare” abbiamo fatto quando si andava sui lunghi preparando le maratone!

Quello che piu’ mi fa incazzare che ne tu ne io eravamo stanchi di questa continua ricerca dello sperimentare fine a se stesso, in qualsiasi cosa ci siamo avventurati…

Non avresti potuto vivere in altro modo.

Ora sono disorientato, cerco di inventarmi momenti che purtroppo non hanno lo stesso significato…  Restano i ricordi, indelebili e profondi.

La vita continua… non c’è uno “stop and go” per riflettere e cambiare rotta, quel che è vissuto l’abbiamo fatto alla grande, e tutte le volte che ci si domandava se stavamo esagerando, beh… credo stessimo facendo la cosa  giusta.

Grazie grande Amico per avermi fatto vivere alla velocità del suono per lunghi anni.

Non sarà facile continuare senza un amico come Te vicino,  entrambi sappiamo che il tempo corre e devo farmene una ragione…

Alfio

 

 

 

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