La strada della Muerte e il girone infernale per uscire da la Paz

Il risveglio è accompagnato da cinguettii e diversi versi di animali.
Quello che ieri ci risultava essere un posticino al “limite”, è invece alla luce del sole un posto fantastico.
Facciamo una colazione tra banani,mango,papaia e non sto parlando di frutta, bensì di piante!
Riesco a collegrmi al sito della DHL secondo che il mio carnet è arrivato,benissimo andremo a recuperarlo nel pomeriggio.
Lasciamo il paese con un bellissimo cielo ed una temperatura calda e con un po di umidità, cosa che non provavamo da giorni.
Prendiamo a salire il famoso sterrato ” la strada della muerte “, durante gli ultimi anni ha mietuto decine e decine di vittime, vuoi per la pista stretta in alcuni punti, sia per la cedevolezza del fondo
Con di fianco degli strapiombi decisamente profondi.

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Ora è usata come super discesa per mountain bike.
Qua e la delle alte cascate ci spruzzano le macchine in modo violento.
Usciamo dalla pista e ci fermiamo in uno spiazzo per mangiare qualcosa, salendo di quota siamo entrati in nebbia. Siamo stati molto fortunati con la meteo, tutti i video che ho visto, erano registrati sotto copiose piogge.
Riprendiamo la strada asfaltata verso la Paz, ritorniamo a 4650 e ci buttiamo in discesa verso il centro.
Ho un’idea: andare con la moto e Mauro per eludere un po il traffico.
Molto bello,veloce e busta con documenti pronta al ritiro.

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Torniamo al meeting point e riprendiamo in direzione della missione di padre Leo a Santiago de huata.
Purtroppo riusciamo a perderci e anche con le radio non riusciamo più a contattarci.
Perdiamo un sacco di tempo, poi mi arrivano dei messaggi sul localizzatore e ci accorciano di trovarci sulla via di Santiago.
Qui, gente, succede il finimondo: pensare di passare El Alto indenni dal girone dantesco è utopia pura!
Traffico e situazioni che mi esaurirebbero la memoria per poter descrivere qualche aneddoto.
E non per poco, credo almeno una ventina di km di sorpassi,deviazioni,guadi… Gente che salta da un lato all’altro, cani,mucche,lama e che c..o!
Ne usciamo indenni e procediamo fino al bivio con uno sterrato che porta alla missione.
Mentre affrontò gli ultimi km già col sole tramontato e con il lago Titicaka sullo sfondo, mi si accende la spia della pressione dell’olio…
Quando arrivo nella piazzetta incontro Enrico, mi fa notare che per di un sacco di olio dal motore.
Azz. Molto preoccupante!
Metto le mani nel motore nero di olio e sento il depressore del freno sbuffare olio e aria nel vano:non gravissimo ma domani devo risolvere la situazione…
Dopo la funzione siamo accolti da Padre Leo, ci sediamo con i suoi collaboratori e come sempre cerchiamo di farci descrivere da “dentro” come vive questo paese.
Ci offre un grande locale dove dormire e ci buttiamo nelle brande molto presto.
Missione Santiago de huata

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