La frontiera dell’Honduras

Che spettacolo di risveglio! Il mare, con il suo potente fragore ci ha accompagnato per tutta la notte.

Abbiamo i piedi che poggiano virtualmente sull’orizzonte del mare.

Il vento e’calato del tutto, il clima e’ perfetto… controindicazioni: nessuna!

Facciamo colazione e lasciamo il sito che scopriamo essere una vecchia proprieta’ di un ministro del governo di Ortega…

Facciamo qualche chilometro di sterrato, la Fenice va a meraviglia e i problemi sono per il momento risolti.

I piccoli villaggi che incontriamo sulla pista sono veramente a livello di zone disagiata gia’ viste in Etiopia e Sudan…

Prendiamo la strada che va verso Leon, cittadina con un paio di cattedrali e culla delle rivoluzioni che ha vissuto il paese Nicaragua nel corso delle sue innumerevoli vicessitudini.

Troviamo facilmente parcheggio nella citta’ senza avvertire un reale pericolo per i nostri mezzi.

Il caldo e’ decisamente fastidioso ma sopportabile.

Visitiamo la cattedrale principale che si presenta di un bianco splendente.

Internamente sono molto sobrie e con pochi affreschi. La salita sul tetto della cattedrale ci mostra una buona visione della citta’.

Troviamo un piccolo locale dove poter mangiare un’insalata, vediamo dei ragazzi stranieri che devono aver partecipato ad una escursione sui vari vulcani presenti.

Lasciamo appena possibile il locale e mettiamo prua nord, tentiamo di arrivare per tempo alla dogana di Guasaule.

Le prime formalita’ inerenti al Nicaragua sono velocissime e senza impicci particolari, tra l’altro e’ sabato ed il traffico e’ ridotto al massimo.

Un piccolo aneddoto: fanno un po’ di storie ad Enrico su un ipotetico controllo accurato su tutto il materiale che ha a bordo!!! Solo che mentre lo dichiarava strizzava l’occhio a me!

Allora io gli ho detto che una macchina che esce dalla Colombia non puo’ contenere neanche un grammo di droga!!!

Passiamo l’uscita dell’immigration e ci spostiamo in Honduras.

Il paese appare subito in condizioni piu’ buttate li’…

Bambinetti che mendicano il dollaro… noi non siamo mai avvezzi ad assecondare questo sistema di beneficenza… Riesco alla fine a pagare , per un dollaro, 5 arance a una bambina che le distribuisce una cad ai bocia.

Passiamo a fare i documenti per la macchina e controlli doganali. Nessuno controlla i mezzi e ci spediscono al volo sulla strada senza assicurazione obbligatoria.

Un funzionario, ex militare, ci fa un super spiegone della situazione sociale che troveremo in Honduras.

Vietato viaggiare di notte su strade secondarie, il mercoledì ed il sabato fanno dei piccoli blocchi antigovernativi all’entrata delle città…

Questo dovrebbe essere il paese dove le bande criminali dei Maras hanno più organi attivi del Centroamerica.

Insomma un paese un poco diverso dal Nicaragua.

Appena sulla strada ci ferma la polizia e mi cazzia alla grande perché non mi ero allacciato la cintura!

Arriviamo velocemente a Chuluteca e troviamo il motel consigliato… visto i costi non vale la pena piazzare tende.

Il posto si riempe di gente locale che utilizzano la piscina.

Vedremo da qua in avanti cosa succederà!

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