La Bolivia “vera”

Ci svegliamo in una bruma densa e umida, siamo a 3500 Metri, la temperatura è comunque piacevole.
Riposizioniamo tutto il materiale e andiamo a riprendersi la strada asfaltata del giorno precedente.
L’asfalto, reso umido dalla pioggia, richiede attenzione… Soprattutto per Mauro.
È nuova,bella e liscia.. La strada per Oruro, ma come sempre i bei momenti durano poco! Pista, sterrato e parecchio impegnativa! Così i programmi di metterci poco più di due ore, divengono un’utopia, passiamo dei paesi isolati ad oltre 4300 di quota, i bimbi sono un lato e l’altro della strada, certi si spaventano se li chiami per dargli un cioccolatino.
Poveri,molto poveri, al pari di quelli nei miei ricordi dell’Etiopia. Qui però sono meno invadenti e con più dignità.
Intervallando le pietraie, ci sono dei tratti di pista perfettamente tirati a biliardo dove ci si lascia correre pericolosamente!
Sul culmine di un collinozzo, investo un cagnolino, apparentemente senza creargli lesioni.
La Fenice, invece, tra frenata e sterzata dura, storta la barra di accoppiamento dell’avantreno.
Una mezzoretta di manutenzione e riprende ad andare diritta.
A questo punto, arriviamo al primo paese con un minimo di viveri, il sole è bello alto, il caldo intenso ci fa cercare un alberello per pranzare tranquillamente tra coltivazioni di quinoa e erba medica.

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Acquisti in paese.

Dopo un buon caffè, riprendiamo la strada per raggiungere la cittadina di Oruro,  facciamo una deviazione che su strada asfaltata dovrebbe essere più veloce, e così fu.

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La discesa verso la piana, rialza la temperatura, cerchiamo di fare un po di gasolio ma il problema di questo prezzo “internazionale” persiste… Anzi, cominciamo a capire che i benzinai hanno le telecamere e sono assolutamente restii a farci il prezzo boliviano.
Proseguiamo alla ricerca di un posto per far campo, non semplice in quanto si sono sviluppati fronti temporaleschi un po ovunque, il vento è forte e ratificato.
Dopo varie ricerche, confidiamo nel calo fisiologico della sera, nei temporali, e ci piazziamo con tendone e cucina tra dei piccole colline ai lati di un enorme lago in secca, la notte è mite, ma qualche goccia di pioggia ci fa stare all’erta… Oddio mica più di tanto per molti della banda!
Campo base in movimento.
Oruro Bolivia

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