Dal Faro di Punta Gallina a Rioacha

Una nottata impegnativa: il vento non ha mai cessato! A parte quello, colazione e partenza diretti per le dune e la punta estrema. Solita pista e solito vento… ci perdiamo un po via con dei bei posticini alquanto fotografici… riprendiamo con calma la pista di ieri e scendiamo verso la costa. Appena si lascia la zona desertica, la pista passa per dei piccoli villaggi. È loro cosuetudine lasciare i ragazzini con delle catenelle a bloccare la pista per “estorcere” il passaggio. Ora, ci eravamo muniti di caramslle e bottigliette di acqua, ma adesso si comincia ad esagerare… Nell’ultimo passaggio si rischia la rissa con adulti muniti di sassi… devo scendere con il macete per cominciare a far valere le mie ragioni… Così non va bene… si sono abituati con le guide a questo sistema di accattonaggio che non ho visto in nessuna pista del mondo. E non venite a raccontare la storia degli indios sperduti e senza acqua… questo va bene, di acqua te me do quanta ne vuoi… qua li stanno abituando a fare accattonaggio… Riusciamo a raggiungere Capo della Vela, trovare un ristorantino, più pieno di mosche che pesce… e mettere le ruote della Fenice nel mare. Caldo, sempre molto caldo. Scendiamo lungo la costa tra piste devastate dall’acqua e sterratoni molto veloci. Arriviamo a Rioacha dopo un passaggio fra saline e terra bruciata… L’hotel è perfetto ed il ristorante sul mare con aragoste nostrane completa la missione: abbiamo collegato i punti più estremi del Sudamerica!

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