Da Las Papas a Antofalla

Il risveglio nel paesino di Las papas e’ tranquillo.
Purtroppo il tempo perso ieri ci obbliga a forzare la partenza.
Alle otto dopo una colazione in “piedi” prendiamo la pista per Antonofagasta della Sierra, partiamo subito in salita e con le ridotte… paesaggio bello e meteo pure.
La pista si presenta lenta, ma almeno non continuiamo a guadare il fiume. Saliamo progressivamente fino a circa 3800 mt, ormai non ci si fa piu’ caso, si capisce che stiamo lasciando pian piano la zona rocciosa per avvicinarci alla zona piu’ desertica. Quasi al culmine dello svalico la pista comincia ad essere sabbiosa ma ancora con fondo duro.
Non passa pero’ molto che ci troviamo a dover litigare con la sabbia trasportata e quel molle che basta per cominciare a dover prendere provvedimenti.
Il nostro centauro oltre ad avere difficolta’ di galeggiamento, ha il filtro completamente intasato dal giorno prima, quindi per gradi, soffiamo e scarichiamo la moto il possibile.
La situazione e’ la seguente: una salita di circa duecento metri con sabbia progressivamente molle ci porta su un pianoro dove dopo un piccolo spiazzo riprende a salire per scollinare il passo. Di salire in velocità’ non se ne parla nemmeno, quindi decido di sgonfiare le gomme e con un po’ di “mestiere” riesco, dopo qualche tentativo , a portare la fenice sul compatto. Se per me l’operazione e’ risultata relativamente semplice, parliamo di prima e seconda ridotta, per Mauro la situazione e’ piuttosto impegnativa.

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La moto carica di benzina non galleggia, ci alterniamo alla spinta per guadagnare qualche metro, siamo a 4200 mt di altitudine e non facciamo più’ di dieci/quindici metri per volta. Enrico fa gli ultimi metri e la porta fuori guidandola nella sabbia molle.
Qualche duna di sabbia impegnativa in Africa l’ho fatta ma garantisco che a queste altitudini la storia prende un’altra piega…
Finalmente svalichiamo ed in dìscesa e’ un’altra vita… entriamo nel deserto di pietra pomice

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dove forme e colori ci fanno scordare la fatica dello svalico. Alla zona di parcheggio delle concrezioni calcaree incontriamo degli italiani in gita, prendiamo qualche informazione dalla loro guida sulla piste e ripartiamo.
Si arriva a Antonofagasta giusto per uno spuntino e per fare carburante, dove abbondiamo per non passar per fessi. Ci si informa sullo stato della pista che vorremmo fare, remori delle esperienze passate e, dopo diversi personaggi troviamo una persona affidabile che ci conferma che si va tranquilli, per quel che vale in questi posti.
Riprendiamo belli sparati e facciamo un centinaio di km su pista dura e veloce. Incontriamo dei ragazzi di Bueno Aires con dei pick up tiratissimi in vacanza per far fuoristrada, facciamo quattro chiacchiere e riprendiamo per la nostra meta, dove facciamo campo e ci rilassiamo per domani.
La sistemazione è sempre un attimino laboriosa, cè sempre un tantino di vento che ti obbliga ad essere cauto su come/dove mettersi. Oggi abbiamo trovato ridosso in uno stabile in costruzione, piazzale pulito e rubinetto dell’acqua. Taack.

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